Pensavo che i cinquant'anni fossero una linea.
Un prima e un dopo. Una soglia da attraversare con il timore di ciò che si lascia alle spalle e l'incertezza di ciò che ancora deve arrivare.
Poi è arrivato quel giorno.
E ho scoperto che non era una linea.
Era un orizzonte.
Per anni ho creduto che il tempo mi stesse portando via qualcosa.
Le persone. Le certezze. La serenità. Perfino una parte di me.
Quel giorno, invece, mi sono accorta che il tempo non aveva soltanto sottratto.
In silenzio, stava anche restituendo.
Il sorriso.
La voglia di creare.
Il coraggio di progettare.
La leggerezza di ridere senza sentirmi in colpa.
Il lavoro.
Il cuore, dopo tanto silenzio, aveva smesso di avere paura di emozionarsi e aveva ricominciato ad amare.
Perfino la tenerezza aveva trovato il modo di rientrare nella mia vita, all'improvviso, in punta di zampe.
A cinquant'anni non mi sono sentita arrivata.
Mi sono sentita pronta.
Pronta a lasciare andare ciò che continuava a farmi male.
Pronta a custodire ciò che meritava di restare.
Pronta ad accogliere tutto quello che la vita aveva ancora il coraggio di sorprendermi con.
Perché, in fondo, non è l'età a cambiarci.
È il momento in cui smettiamo di chiedere alla vita di restituirci quello che abbiamo perso e iniziamo, finalmente, ad accorgerci di ciò che ci sta donando.
A cinquant'anni non sono diventata un'altra donna.
Ho semplicemente smesso di essere quella che non ero più.
Solo oggi mi accorgo che, forse, il titolo di questo libro ha sempre saputo qualcosa che io ancora non avevo capito.
Tra le pieghe dell'anima.
Per tanto tempo ho pensato che quelle pieghe fossero ferite da distendere. Parti di me da aggiustare. Segni da cancellare.
Oggi le guardo con occhi diversi.
Le pieghe non sono errori.
Sono la memoria della carta.
Raccontano ogni volta che è stata stretta tra le mani, custodita, affidata a qualcuno, ripiegata con cura o dimenticata in un cassetto.
Ogni piega racconta un passaggio.
Ogni piega dice che quel foglio ha vissuto.
Forse anche la mia anima è sempre stata così.
Non perfetta.
Profondamente vissuta.
E allora ho smesso di desiderare un foglio senza pieghe.
Perché ho capito che sono proprio quelle pieghe a raccontare la mia storia.
Non sono arrivata fin qui nonostante le mie pieghe.
Sono arrivata fin qui grazie a loro.
❤️
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