In alcuni anni la sfida non è correre
ma restare in piedi.
Ci sono momenti in cui non si tratta più di arrivare prima,
ma di non lasciarsi cadere del tutto.
Senza certezze, senza medaglie,
solo con una volontà ostinata che rifiuta di spegnersi.
Ho lasciato cose che sembravano irrinunciabili.
Ruoli che credevo mi definissero.
Parti di me che avevo paura di perdere.
E invece, perdendole,
ho iniziato a respirare di nuovo.
Il mio corpo, oggi, racconta il prezzo del cambiamento.
Ha trattenuto battaglie e fatica,
ha preso la forma della mia storia
e ha chiesto ascolto, finalmente.
E mentre tutto sembrava cedere,
qualcosa ha resistito.
Qualcosa in me si è protetto
anche quando non avevo più scudi.
Ho rimesso in circolo ciò che mi fa sentire viva:
le mani che creano,
le idee che chiedono spazio,
la bellezza che nasce dalle cose semplici.
Nuove presenze hanno bussato alla mia vita,
e io le ho lasciate entrare
senza dover fingere,
senza chiedere permesso.
Forse devo ancora imparare
a guardarmi senza ferirmi.
Forse devo ancora capire
quanto valore c’è nelle mie imperfezioni.
Ma non ho più fretta.
Non mi serve correre per arrivare.
Adesso so dove sto andando:
verso una me che saprà riconoscermi.
Ho ancora paura.
Ho ancora strade che fanno male.
Ma ho qualcosa che prima non avevo:
me stessa.
Il resto… arriverà.
E io sarò qui,
pronta a risalire.
❤️
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