“Ama davvero, chi desidera per l'altro ciò che desidera per sé ”
— Sant’Agostino
A te che mi hai presa per mano
quando ero solo una bambina
e mi portavi alle giostre,
mentre il mondo, piano piano, cambiava direzione.
Avevo undici anni.
Forse non lo sapevo ancora,
ma il mio cuore sì:
che quella mano non mi avrebbe più lasciata.
Poi la vita ha fatto quello che fa spesso:
ha tolto, spostato, ferito.
E tu sei rimasto.
Per me e per la nostra famiglia.
Sempre lì, senza rumore, senza proclami.
Come fanno le presenze vere.
Ho imparato presto che non c’è sempre domani.
Che le persone possono andarsene
quando meno te lo aspetti
e che l’amore non detto pesa più di qualsiasi addio.
Per questo oggi lo dico.
Sempre.
Lo dico senza vergogna, senza strategie, senza riserve.
Ti voglio bene.
In questi giorni l’ho sentito più forte del solito.
L’amore sconfinato che ti attraversa
quando la paura si affaccia senza chiedere permesso.
Il bisogno profondo che tu ci sia,
che torni a casa,
che continui a occupare il tuo posto nel mondo
e nella mia vita.
Nelle mani che si stringono,
in una carezza sul viso,
in uno sguardo che dice tutto
senza il bisogno di spiegare nulla.
Il cuore sa.
Dire ti voglio bene non allunga la vita,
ma la riempie.
E solo così, quando arriva il dolore — perché arriva —
non lascia vuoti,
non lascia sospesi.
E io lo so bene.
Questa, oggi, è un'altra piega della mia anima.
E dentro, ci sei tu.
❤️
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