...ma io non posso più perdermi
Ci sono momenti in cui sembra che finalmente la vita si apra.
Non tanto, quel poco che basta per respirare meglio.
E proprio lì, quando inizi appena a crederci,
arriva qualcosa che ti riporta indietro,
che ti toglie l’aria,
che ti ricorda che non sei mai davvero al sicuro.
Venerdì festeggiavo una nuova opportunità professionale,
inaspettata, enorme, una svolta.
Domenica quella luce si è spenta dentro un’altra realtà.
Una chiamata improvvisa.
Una corsa sfrenata.
Il terrore.
Insieme a tutto questo, è tornato il passato.
La paura di sentire il telefono squillare.
Le notti spezzate.
Il respiro corto.
Il dormire vestita.
Quella sensazione di non potermi permettere di mollare mai,
di non poter mai abbassare la guardia,
di non potermi mai fermare.
Come allora.
Come sempre.
Perché io devo reggere.
Devo arrivare a sera.
Devo fare tutto.
Non posso fermarmi.
Perché io sono quella che deve trovare una soluzione.
A qualsiasi costo.
E il problema è proprio questo.
Il prezzo.
Il prezzo che ho pagato
e che sto pagando, ancora.
Mi chiedo quando ci sarà una tregua.
Quando potrò vivere qualcosa in serenità,
senza aspettare il colpo dopo.
Quando potrò abbassare le spalle
senza sentirmi in pericolo.
Quando potrò smettere di stare in allerta.
Di respirare davvero,
senza avere paura di quello che verrà.
Non ho ancora una risposta.
So solo questo:
non posso salvare sempre tutto e tutti.
Vacillo tra la paura di sprofondare
e la determinazione a non perdermi di nuovo.
E forse, per la prima volta,
mi rendo conto di dover scegliere cosa non perdere.
Di lasciare indietro qualcosa.
Di non arrivare a sera per forza avendo fatto tutto,
ma provare ad arrivarci ancora intera.
Forse la tregua non arriva.
Forse si costruisce.
Un pezzo alla volta.
Anche così.
❤️
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